Mese: Ottobre 2023

Due capelli bianchi

Ho trovato due capelli bianchi,

li ho strappati e ho sentito

il vomito di un passato di guerra

scorticarmi l’anima.

Ho trovato due capelli bianchi

e la vita mi è sgusciata via dalle unghie,

dalle costole che nelle fibre

serbano la notte

e dagli occhi, placide spighe

che m’inseminano il cielo.

Ho trovato due capelli bianchi

nel mio cespo di nuvole e rose.

Dopo tutto parlo ancora d’amore

e dimentico l’ombra senile

che inizia a splendere dentro di me.

Caterina Alagna

Rumori di guerra

Sbraita questo cielo

e vomita minacce,

urli diabolici

e pianti immacolati,

lamenti di guerra

e schegge di anime.

Sbraita questo cielo

e sbaraglia i deserti felici,

i paradisi indifesi

che germogliano negli occhi

dei bambini.

Sbraita ed ammucchia

rumori di guerra,

lingue di spade nemiche.

Sbraita questo cielo

e sputa stelle spietate,

bestie munite di bocche armate.

A guardarle meglio, non sono stelle

ma luride mitraglie,

grappoli di bombe scagliate a catena,

acida miseria dell’anima

ruvida come spigoli taglienti.

Si sognano orizzonti di luna,

voci che sussurrano di una pace remota

mentre il paradiso

è a un passo dal cuore.

Caterina Alagna

Dio di Luce

Dio di Luce

semina faville di pace,

custodisci tra le mani

questo cielo crocifisso

e i cuori dei bambini

che non smettono

di sanguinare.

Le labbra degli uomini

partoriscono deserti,

le mani sputano

colonne di fumo,

guizzi di sangue

a macchiare il cielo.

Sui corpi trucidati

ammassati nelle strade

decapitato finisce l’amore.

Caterina Alagna

La pioggia

La pioggia ha bucato il silenzio

e il chiarore del cielo ruggisce

su corolle di labbra sbocciate

in rosei sorrisi.

I lampi sussultano nelle viscere dell’etere

a illuminare gote cosparse di luna

sdraiate su guanciali di serico odore.

Nella nebbia s’addolcisce il rumore,

tace persino l’angoscia

soffocata da uno strepitio di baci,

da una distesa di coltri immacolate

tra le cui pieghe si realizzano

sogni di pace.

Caterina Alagna

Sedie di sogni

Sedie di sogni ammucchiati,

usurate dal tempo,

da una vita trascorsa.

Sedie di sogni ammucchiati

come cumuli di polvere

esalano ancora l’antica forza

di anime verdi pronte a sguainare

una lingua costellata di rose,

di fresche parole impetuose

nel generasi in amore

su alcove di raso e sprazzi celesti.

Gli innamorati contemplavano

asettiche pareti che prendevano vita

dietro il velo degli occhi

vuoti come cinema di periferia.

Erano giorni d’amore

e il più inutile granello di sabbia

conteneva l’intero universo.

Il cosmo precipitava nell’anima

e dipingeva distese di cielo.

Sedie di sogni

naufragati sulle rive di un tramonto,

ammucchiano pile di panni.

L’alba annuncia l’inizio

di un nuovo giorno.

Si mangia aria di vita vissuta,

passata tra i capelli bianchi,

sbiadita su vecchi album di famiglia

sepolti da chili di sbagli.

Caterina Alagna